I profilati in plastica sono dei prodotti industriali di varia composizione che vengono ottenuti tramite varie tecniche di fabbricazione di stampi, in particolare l’estrusione. Questo è un processo che permette di sviluppare un prodotto finito a partire da trucioli di materiali, detti pellet, pressati all’interno di un macchinario, l’estrusore: la pressione e l’attrito a contatto con le resistenze elettriche determina la fusione o il rammollimento dei trucioli, i quali, fuoriuscendo dalle filiere della macchina, assumono la forma definitiva e desiderata.

La facilità della produzione di profilati in plastica e le loro caratteristiche fisiche ne consentono l’uso in moltissimi settori di applicazione: tra gli altri, l’elettronica, l’edilizia, l’arredamento e componenti per automobili. Il loro impiego è così vario, che anche qualche Agenzia pompe funebri comune di Roma utilizza questo materiale così apprezzabile e duttile. A seconda degli elementi nel pellet, poi fusi o miscelati insieme, i profilati in plastica assumono caratteristiche diverse che vengono valorizzate dal campo di applicazione a cui vengono destinati.

In genere i materiali più utilizzati sono il PVC (coestruso ed espanso), il PMMA (polimetilmetacrilato), il PC (policarbonato), l’ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene), oppure il blend, che è un insieme di materie plastiche diverse. I profili in policarbonato (PC) hanno come caratteristiche tecniche la resistenza ai raggi ultravioletti e agli urti, un alto valore di trasmissione della lue, e la possibilità di essere sviluppati in varie forme: opali, colorati, satinati o trasparenti. Se estrusi insieme al V0 anti estinguente, assumono anche una grande resistenza alle alte temperature e proprietà ignifughe.

PVC e PMMA: alla scoperta dei profilati in plastica

I PMMA condividono molte qualità dei PC, come la trasparenza, la resistenza agli urti e la buona trasmissione della luce, ma presentano anche un basso grado di rifrazione interna. Il PVC, invece, combinazione di cloro ed etilene, può essere lavorato per sfruttare la sua flessibilità, e quindi miscelato con materiali gommosi, oppure la sua durezza, se profilato insieme a leghe metalliche.

I PC e i PMMA, date le loro caratteristiche specifiche, sono i materiali prediletti nel settore dell’illuminazione. In particolare, il polimetilmetacrilato (PMMA), grazie alla sua bassa rifrazione interna, è perfetto per l’illumazioni di interni: viene quindi molto usato per produrre schermi, copri-LED, copri-neon, o diffusori di luce. Il policromato è invece largamente utilizzato per illuminare ambienti industriali, strade, ambienti esterni o mezzi pubblici. Il PVC, in base alla sua produzione in quanto materiale flessibile o resistente, abbraccia campi di applicazione più vari: nella sua versione flessibile, viene utilizzato per creare cavi elettrici, o guarnizioni; in versione resistente, è invece largamente impiegato per serramenti e infissi.

Profilati in plastica: cosa sono, e a cosa servono?

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